Come fare un buon film con un pacchetto di cerini

Dall’intervista rilasciata da Alessandro Fantini a Massimo Bezzati per Jamovie.it: 

“Malorda”: una “web serie” a parere dell’intervistatore geniale, anche se prodotta senza un vero budget…

 

 Se un buon soggetto può stare sulla superficie di un pacchetto di cerini, un buon regista dev’essere in grado di dirigere un film intero usando solo quel pacchetto. Un adagio che penso chiunque voglia fare cinema per vocazione e non per ripiego dovrebbe tenere sempre ben presente. E Malorda per molti aspetti ne rappresenta l’applicazione più feroce e spietata. Da molti anni in un bugigattolo della mia fantasia si annidava questo personaggio satanicamente seducente ed iperbolicamente cinico, un ibrido istrionico tra il “The Wolf” di “Pulp Fiction”, un dandy dannunziano e un “influencer” ossimoricamente misantropo e sessuomane, rintanato in un palazzo situato in una specie di limbo agreste.

Da vario tempo m’imbattevo in persone che lamentavano come fosse sempre più difficile ottenere “aiuti”, “spintarelle” ed “appoggi” anche da certe figure che una volta erano tradizionalmente associate al ruolo di “facilitatore” o di “procacciatore” di lavori e favori. Rimasi alquanto interdetto quando a dei provini vidi drappelli di ragazzi che cercavano d’ingraziarsi in tuti i modi il parente o l’amico del direttore del casting solo per ottenere una comparsata. Era evidente che il panorama socio-culturale era così degenerato al punto che sempre più persone, meritevoli o meno che fossero, si trovavano di fronte al dilemma di non poter più trovare né un santo in paradiso né un diavolo all’inferno.

Sempre più individui erano disposti ormai a scendere ai più squallidi compromessi per il facile successo o per vedersi riconosciuti i più elementari diritti. Capii allora che era giunto il momento di far debuttare il dottor Malorda nella mia “riserva in-naturale” di creature fittizie, dopo averne elaborato dei prototipi nella figura dell’onorevole Delfanti, untuoso politico senza scrupoli comparso nel mio romanzo “Piercing d’autunno” e nel collezionista di corpi e anime Dujols-Canseliet di “Nepente”.

Circondato da un’aura di fama leggendaria, gli ipocriti disperati che si presentano nel suo studio lo fanno pensando di potersi fidare di qualcuno che, arrivato misteriosamente ad un grado di potere inimmaginabile, millanta di non aver bisogno di nulla in cambio dei favori che promette di concedere. Questo scontro tra due accezioni opposte della stessa miseria morale, quella opportunista e gretta dei clienti e quella nichilista e compiaciuta di Malorda, mi permette di ideare sketch autoconclusivi che non necessitano di trovate demenziali o di forzature comiche per sortire il loro effetto satirico e ironicamente disturbante.

Potrei quasi dire che gli episodi della web-serie vanno in onda da soli nel mio cervello così come poi vengono filmati ricorrendo a due stanze, qualche cambio d’abito ed espedienti luministici e scenografici ottenuti con pazienza maniacale e calcoli millimetrici visto che sono al contempo regista e interprete di tutti i ruoli. Inoltre ho scoperto che interpretare il dottor Malorda ha un profondo effetto catartico, quindi prevedo che la web-serie non resterà una parentesi isolata.

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