BALIA BUFERA

Alessandro Fantini

Balia Bufera – Il Gelo è più dolce della Vita

Arrestati dopo l’ennesimo furto in un supermercato di Ferzano, i ventenni Patrizio, Tonio e Fabiano sono costretti a misurarsi con la disciplinata anarchia di un piccolo carcere infestato da guardiani amorali e giovani capibanda senza scrupoli. Ma solo a Patrizio verrà offerta l’occasione di riscattarsi. Per lui infatti si apriranno presto le porte di Santa Pelva, casa famiglia costruita su un altipiano a meno di un chilometro da Monte Crura, misterioso borgo di montagna all’apparenza disabitato che ogni diciassette anni viene sepolto da bufere eccezionali. Sarà grazie ad una visita inaspettata nell’unico negozio del borgo e ad un vasetto di ciliegie sciroppate, che l’oscuro passato di Patrizio tornerà a rivivere nella figura di Greta, diciottenne confinata insieme agli abitanti di Monte Crura in un glaciale limbo dei corpi e della memoria. Un passato in cui forse si nasconde anche l’unica via di fuga dalla prigionia di vite interrotte dentro i confini protetti da secoli dalla “Lama dell’Albino”. Dopo la teen-fiction psicologica di “Terzo Testamento”, il fantasy ermetico di “Endometria” il realismo magico di “Cavalli Marini sotto sclerotica” e “Piercing d’autunno”, il thriller sci-fi-esistenziale di “Nell’Alba dell’Estuario”, Alessandro Fantini (scrittore, pittore, regista, compositore) si cimenta in un’inquieta favola contemporanea sulla ricerca dell’identità e della purezza negati dal cinismo e l’esibizionismo omologante di una società iperconnessa in un mondo sempre più (di)sconnesso.

Disponibile in formato paperback ed ebook sulla Vetrina Autore di Lulu, Amazon e Smashwords:

http://www.lulu.com/shop/alessandro-fantini/balia-bufera/paperback/product-23322161.html

http://www.lulu.com/shop/alessandro-fantini/balia-bufera/ebook/product-23324519.html

Storia, luoghi e personaggi del mio nuovo romanzo “Balia Bufera” sono stati in gran parte ispirati dalle memorie dei viaggi compiuti nell’infanzia nell’entroterra montano dell’Abruzzo, in particolare nell’area dell’Altopiano di Quarto Santa Chiara tra Pescostanzo e Rivisondoli. Memorie decantate nel tempo da visioni e sogni lucidi stimolati a loro volta dalla lettura di vecchi libri di favole in cui la realtà finiva sublimata tra l’epica meraviglia delle leggende popolari e il mistero esoterico delle profezie tramandate attraverso linguaggi cifrati. Inevitabile quindi che nel corso della stesura del romanzo prendesse forma, quasi in simultanea, anche quello che chiamo il suo “correlativo eidetico”, inerente ossia la sua natura di “pura immagine mentale” (essendo di per sè la memoria eidetica tipica dell’infanzia e della pre-adolescenza). Quest’ultima, dopo aver trovato sbocco in una serie di disegni e dipinti, tra cui la copertina del libro medesimo, non poteva che assumere i caratteri definitivi di una sceneggiatura cinematografica ideata in funzione di un film da girarsi negli spazi reali che serbavano già quella vicenda nel segreto della loro immanenza secolare.